venerdì 18 ottobre 2013

Recensione: La luce sugli oceani di M.L. Stedman

Buona lettura ^^

Titolo: La luce sugli oceani
Autore: M.L. Stedman
Editore: Garzanti
Collana: Narratori moderni
Pagine: 368
Prezzo: 17,60€
Trama: Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l'alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo. Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdersi con lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. Lì, sull'isola remota e aspra abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare. Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani rompe d'improvviso la quiete dell'alba. Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto. Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l'oceano le abbia mai fatto. È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d'attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre. E quell'ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro. Perché sulla terraferma, tra la civiltà, c'è una donna che spera ancora. Una donna infelice, ma determinata.

Recensione

Dopo aver preso parte alla Prima Guerra Mondiale, il giovane Tom Sherbourne decide di allontanarsi dalla famiglia e da una società che non lo rappresenta accettando l’incarico di guardiano del faro; in Australia il lavoro non manca e Tom viene subito inviato a Janus Rock, un’isola piccolissima che si trova di fronte alla costa occidentale australiana, in pieno Oceano Indiano. Su Janus Tom spera di riuscire a fare pace con se stesso e con i demoni che lo tormentano, i ricordi dei combattimenti e degli amici persi in battaglia sembrano finalmente perdere intensità quando poi il guardiano trova la sua anima gemella: Isabel è una ragazza solare, spensierata, capace di scacciare le ombre del passato di Tom con la luce dei suoi sorrisi. Eppure il destino ha in serbo per la coppia un piano ben preciso: dopo l’ennesimo aborto Isabel sembra perdere la speranza di riuscire ad espandere la famiglia, quando all’improvviso una scialuppa giunge sulle coste di Janus: al suo interno i due trovano un uomo ormai morto e una neonata in lacrime, stremata dal viaggio e dalla fame. Convinta che Dio le stia offrendo la possibilità di essere felice, Isabel decide di tenere la bambina sull’isola spacciandola per sua, ma ben presto si troverà costretta ad affrontare la realtà, e allora rischierà di perdere tutto ciò che ha.


La potenza e la bellezza di questo romanzo stanno nella sua capacità di porre il lettore di fronte a scelte drastiche: da quale parte schierarsi? Da quella di Isabel, la giovane che desidera con tutta se stessa riuscire ad allargare la famiglia per riempire di vita la solitaria Janus, oppure da quella di Hannah, una madre costretta per anni a vivere in un incubo dopo aver perso il marito e la figlia in un incidente in mare? O ancora dalla parte di Tom, un marito consapevole della sofferenza inestinguibile della moglie e deciso a fare tutto il possibile per restituirle il sorriso, anche ad infrangere la legge? Non esiste una risposta uguale per tutti, ognuno simpatizza per il personaggio che forse sente più vicino o che riesce a trasmettergli il suo dolore con più forza: nel mio caso è stato Tom a sconvolgermi, l’amore che prova nei confronti di Isabel riesce a fargli dimenticare la legge, la sofferenza, riesce a zittire la voce della sua coscienza che gli suggerisce di fare la scelta giusta nonostante l’espressione di pura felicità che improvvisamente torna ad illuminare i lineamenti della moglie.
La bellezza di questo romanzo sta poi nelle sue descrizioni, i paesaggi solitari ma ricchi di vita della rocciosa isola di Janus, spazzata dalle tempeste violente dell’Oceano Pacifico, si contrappongono alle città tipiche di inizio secolo dell’Australia, in un tripudio di colori e natura.
Infine la bellezza di questo romanzo sta nell’elemento del faro, che da sempre affascina grandi e piccini: viene dato molto spazio alla descrizione del lavoro di Tom, ne vengono spiegate le responsabilità e soprattutto viene trasmesso il senso di solitudine che deriva dal vivere in un’isola deserta contrapposto alla sensazione di essere l’ultimo abitante rimasto della Terra, il dominatore del mare in tempesta, l’unica luce per le navi che affrontano le acqua tormentate dell’oceano.
Consiglio la lettura del libro a chiunque sia appassionato di romanzi ambientati all’inizio del XX secolo e agli amanti di Kate Morton, non ve ne pentirete :)

Fra

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